sabato 6 agosto 2011

Il Gas Radon nei luoghi di Vita e di Lavoro

tratto da www.radon.it


PREMESSA

Il Radon e' un gas radioattivo inodore ed incolore che e' stato rinvenuto in molte abitazioni in numerose regioni d'Italia. Esso proviene dal decadimento radioattivo dell'uranio presente nel suolo e nell'acqua ed attraverso l'aria che respiriamo si fissa nei polmoni.
Tipicamente il Radon esala dal suolo e penetra nelle abitazioni attraverso le microfratture presenti nelle murature e nelle fondazioni. Ogni abitazione puo' avere problemi di Radon. Tutte le maggiori organizzazioni di salute pubblica ad iniziare dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, auspicano un controllo del livello di Radon in ciascuna abitazione dal momento che indagini su larga scala, se anche consentono di individuare un trend, non forniscono indicazioni di dettaglio necessarie a programmare interventi strutturali di riduzione della concentrazione.
Alcuni studi nell’ultimo decennio hanno dimostrato che l’inalazione di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. I risultati di tali studi supportano la tesi scientifica che il radon rappresenti la seconda causa, in ordine di importanza dopo il fumo, del cancro ai polmoni.
Allo stato attuale di conoscenza si hanno gli strumenti ed i mezzi per contrastare il Rischio Radon. Le autorità locali possono e devono ricoprire un ruolo essenziale. In questa sede si possono indicare tre approcci fondamentali:
1) Migliorare la conoscenza della situazione del luogo riguardo i rischi legati alla presenza di radon attraverso la predisposizione di mappe di rischio;
2) fornire informazioni alla gente, scientificamente corrette e prive di slogan allarmistici;
3) incentivare economicamente le azioni di mitigazione, non appena il rischio sia stato identificato.


COS’È IL RADON?

Il radon si forma in seguito alla disintegrazione dell’uranio, e la sua disintegrazione, a sua volta, dà luogo ad altri elementi radioattivi e infine al piombo, non radioattivo. In termini di classificazione chimica, il Radon è uno dei gas nobili, come neon, kripton e xeno. Il radon non reagisce con altri elementi chimici. Esso è il più pesante dei gas conosciuti (densità 9.72 g/l a 0 C, 8 volte più denso dell’aria).
Il radon diffonde nell’aria dal suolo dai materiali da costruzione e, a volte, dall’acqua (nella quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito dalle correnti d’aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un’abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni.
La modifica del ns. Stile di vita rappresenta un altro importante fattore di esposizione; oggi infatti, rispetto ad un secolo fa, viviamo molto di piu’ al chiuso ed in ambienti sempre meglio sigillati a fini di risparmio energetico. Secondo una stima della UE il cittadino europeo trascorre mediamente 22 ore al giorno in un ambiente confinato.


PICCOLA STORIA DEL RADON

Gli elementi radioattivi naturali sono presenti sulla terra dalla sua origine. Gli elementi a vita più breve sono gradualmente scomparsi. Gli elementi radioattivi a vita lunga che sono presenti nel nostro ambiente includono l’uranio, che dà origine al radon.
La radioattività non fu scoperta che nel 1898, quando Marie Curie portò avanti le ricerche sulla radioattivita’ naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scoprì che i sali di radio producevano un gas radioattivo, il radon.
In precedenza, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato l’alta mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere d’argento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania). L’incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come malattia di Schneeberg, aumentò nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, quando l’attività nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensificò. Questa malattia fu riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879.
Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono un’alta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata l’ipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni. Questa ipotesi fu rafforzata da più accurate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg e in altre, in particolare quelle di Jachymov in Boemia, da dove provenivano i minerali usati da Marie Curie. Nondimeno, questi dati non bastarono a convincere tutti, e alcuni scienziati ancora attribuiscono questi tumori ai polmoni ad altri fattori. L’attività nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940, ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950. Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale carcinogenità del radon per i polmoni delle specie testate. Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla metà degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sull’uomo. Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno, misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956 (in Svezia). L’alto livello di radon rilevato in alcune case riscosse poco interesse in campo internazionale, perché il problema fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono che l’esposizione era generale e si potevano raggiungere livelli molto alti, comparabili a quelli delle miniere.
La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) sottolineò quindi la vastità del problema per la salute pubblica e formulò specifiche raccomandazioni nella pubblicazione numero 65 del 1993.
Le autorità locali, sostenute dalle autorità responsabili della salute pubblica, devono, anche ai sensi del recente disposto legislativo (dlgs 241/2000), valutare l’entità del problema alla luce dell’architettura locale e delle condizioni geologiche e predisporre la realizzazione di adeguate misure di prevenzione e di riduzione del rischio. Purtroppo il disposto legislativo 241/2000 ha validita’ solo nei luoghi di lavoro con la consegueza che – sul posto di lavoro per sei ore si e’ tutelati; a casa per 20 ore no !
E’ possibile però chiedere il certificato Radon alle Scuole ed al datore di Lavoro.


COME PENETRA NEGLI EDIFICI

Il radon penetra all’interno degli edifici risalendo dal suolo, secondo un meccanismo determinato dalla differenza di pressione tra l’edificio e l’ambiente circostante noto come ”effetto camino”. La pressione all’interno dell’edificio è infatti, a causa della temperatura interna più elevata, generalmente inferiore rispetto a quella esterna. Questa differenza di pressione determina il richiamo di aria e, con essa del radon, dal sottosuolo verso gli ambienti residenziali. Il Gas passa quindi attraverso tutte le microfratture presenti sul pavimento e sulle pareti nonche attraverso i servizi tecnologici (Gas, elettricita’ fognatura etc).
Anche i parametri climatici esterni (ad esempio temperatura esterna, la velocità del vento, la copertura nevosa o la saturazione del terreno in caso di pioggia ecc.) hanno una forte influenza sulla risalita di radon dal suolo.
E’ per tutte queste ragioni che la presenza del radon in un determinato locale varia fortemente nell’ambito della stessa giornata (tra giorno e notte) e tra stagione e stagione.


COME SI MISURA IL RADON
www.radon.it/shop

Poiche' il RADON e' un gas incolore ed inodore, i suoi effetti non sono direttamente avvertibili dai sensi dell'uomo inoltre, data la forte variabilità della presenza di radon in un ambiente, solo una misura di lunga durata permette di stimare una concentrazione media che tiene conto delle fluttuazioni temporali. La ricerca scientifica ha elaborato una metodica di monitoraggio a lungo termine comunemente definita “misura integrata”; questo metodo si basa sull’utilizzo di dispositivi passivi (dosimetri passivi) che in generale sono costituiti da un supporto/contenitore, all’interno del quale è presente un materiale sensibile al radon. I dosimetri non emettono alcuna sostanza o radiazione e non necessitano di alimentazione elettrica.
I dosimetri vengono collocati in un locale (ovvero appesi al muro oppure appoggiati su una superficie tipo mobile, mensola ecc,) per un periodo di alcuni mesi al termine del quale vengono restituiti al laboratorio per essere analizzati. Il risultato fornisce la concentrazione media di radon presente nel locale analizzato ed espresso in Bequerel al metro cubo Bq/m3.
Nella Figura e’ mostrato il rilevatore Radonalpha, basato su pellicola Kodak LR115 consigliato da numerose agenzie di salute pubblica Internazionali .
Tuttavia in talune circostanze, può risultare utile una misura di breve durata (screening) per una prima verifica delle condizioni di “inquinamento da radon” nei locali di un edificio, ad esempio utilizzando strumentazione attiva portatile.
I Rilevatori attivi sono costituiti da dispositivi elettronici in grado di rilevare la presenza di Radon negli ambienti in continuo per ore, e giorni. I risultati sono piu' attendibili ma il costo per l'analisi e' piu' elevato. Il grafico mostra un andamento della variazione diurna/notturna della concentrazione di gas in una abitazione rilevato con strumentazione continua.


I RISCHI, I VALORI DI SOGLIA E LE LEGGI

I rischi da inquinamento indoor da Gas Radon sono da ascrivere prevalentemente ai prodotti di decadimento che, essendo metalli pesanti tendono a legarsi al particolato aereo; per questo motivo si fa spesso differenza tra rischi per Fumatori e per NON Fumatori. Infatti il particolato aspirato durante il fumo, si lega con particelle attive ed irradia i polmoni dall'interno dell'organismo provocando effetti di danno biologico maggiori.
L'EPA (Agenzia Americana per l'Ambiente) definisce in 4 pCi/L (leggi 4 picocurie per litro) pari a 148 Bq/mc (leggi Bequerel per metro cubo) il limite oltre il quale e' consigliabile prevedere tecniche di riduzione del Radon.
In Europa la Comunita' Europea ha determinato tale soglia in 200 Bq/mc per le nuove costruzioni e 400 Bq/mc per le abitazioni esistenti (Raccomandazione Euratom 143/90). In ogni caso la determinazione Europea non ha forza di Legge e pertanto tali limiti rimangono solo una indicazione consigliata. Recentemente la pubblicazione del Decreto Legislativo 241/2000 ha introdotto per la prima volta nella legislazione italiana il concetto di radioattivita’ naturale prevedendo valori di soglia solo per gli ambienti di lavoro e gli uffici pubblici. Gli ambienti residenziali, ai sensi di legge, restano quindi per ora, fuori dal controllo del Decreto; e’ possibile però chiedere il certificato Radon alle Scuole ed al datore di Lavoro.

Schema riassuntivo degli adempimenti previsti dal
Dlgs 241/200 a carico del Datore di Lavoro

(1) a partire dal 1 marzo 2002 o dall’inizio dell’attività per le a) e dopo 5 anni dal 31.8.2000 per le b), secondo le linee guida emanate dalla Commissione tecnica
(2) Le azioni di rimedio non sono necessarie se la dose ai lavoratori è < 3 mSv/anno; tale disposizione non è appli­cata agli asili-nido, alla scuola materna e dell’obbligo


LA SITUAZIONE IN ITALIA

Nei primi anni novanta l’Enea e l’Istituto Superiore di Sanita’ hanno condotto, su richiesta della Organizzazione Mondiale della Sanita’, uno screening nazionale per la conoscenza della esposizione media al radon dei cittadini italiani.
I risultati di tale ricerca indicano una concentrazione media di 77 Bq/mc con la distribuzione riportata in figura:

Tratta da Piano Nazionale Radon (Iss)

Nella pubblicazione RADON della WHO (World Health Organization) Regione Europa sono tra l’altro riportate le indicazioni sul numero di misure ed ai risultati relative alle altre nazioni della CE come mostra la Tabella seguente.


Nazione Abitanti Milioni Numero Misure Media Bq/m3
Austria 8 3.499 75
Francia 56.9 6.878 68
Rep. Ceca 15.6 75.000 140
Germania 85 7.500 50
Svezia 8.4 350.000 108
Inghilterra 57 270.000 20
Italia 56.8 4.800 77
Fonte: European Commission DG XII, NRPB – OMS Regione Europa


Dalla analisi dei dati sulle misure effettuate dalle Istituzioni di Sanita' Pubblica Europee, risulta evidente come alcuni Paesi con un numero modesto di abitanti , abbia svolto un numero di controlli incomparabilmente piu' grande. Ad esempio in Svezia, a fronte di una popolazione di 8.4 milioni di abitanti, il numero di controlli eseguiti e' di 350.000 cioe' 1 misura ogni 24 abitanti . Se ne deduce che il valore medio di quel Paese ha una attendibilita' elevata. In Italia invece il numero di controlli eseguiti e' solo di 4800 a fronte di una popolazione di 56.8 milioni di abitanti cioe' pari ad 1 misura ogni 11.800 abitanti (senza contare che alcune regioni non sono state oggetto di controlli). Il risultato e' che il valore medio del ns. Paese di 77 Bq/m3 e' solo una indicazione generica e per molti versi fuorviante.


COME RIDUCO I LIVELLI DI CONCENTRAZIONE

Elevati livelli di concentrazione possono essere ridotti con opportune modifiche strutturali dell'edificio. In Italia queste tecniche sono ancora pressocche' sconosciute ma non tarderanno ad essere utilizzate per la sempre maggiore attenzione che si presta nella realizzazione di edifici Bio-Compatibili. In linea di principio le tecniche di riduzione per edifici gia’ esistenti, si basano sulla ventilazione ed aspirazione naturale o forzata dell'aria come mostra la figura.
Esse vanno comunque differenziate in funzione della tipologia costruttiva e delle caratteristiche geologiche dei suoli di fondazione. La nostra Societa’, pensando ai progettisti ed ai proprietari di immobili che desiderano intervenire per la mitigazione delle concentrazioni indoor di Gas Radon, ha realizzato un Manuale tecnico di Rilevamento e Bonifica; se stai pensando di ristrutturare la tua abitazione pensa a farlo per renderla anche RADON FREE. Naturalmente intervenire con le appropriate tecniche in caso di nuova costruzione e’ molto piu’ semplice e risolutivo; è per questo motivo che sollecitiamo da anni ed in tutte le sedi opportune, le Amministrazioni Pubbliche a contemplare una norma specifica nel Regolamento Edilizio ed a richiedere specifiche indagini preventive. In fase di progettazione e’ possibile infatti con costi irrisori rispetto al valore dell’immobile, individuare la classe di rischio dei terreni di fondazione e prevedere adeguate opere di isolamento. Nella attuazione di tale procedura ci atteniamo alla normativa cecoslovacca che definisce la classe di rischio del terreno di fondazione, in funzione della concentrazione di gas Radon nel suolo e della permeabilita’ dei terreni.
Il rilievo viene eseguito attraverso il monitoraggio del Gas Radon nell'aria del suolo attraverso una sonda infissa nel terreno per circa 80 cm dalla quale, l'aria aspirata dal terreno, viene convogliata verso la camera di misura dello strumento. I risultati vengono quindi plottati con la tecnica del contouring per realizzare una mappa delle anomalie da sovrapporre alla urbanizzazione. In questo modo si otterrà una indicazione del potenziale di rischio dell'intera area contenendo il numero dei rilievi. In funzione del rischio rilevato si opterà poi, per la piu' appropriata azione di contenimento attraverso la realizzazione di una corretta interfaccia terreno/struttura.



I MATERIALI DA COSTRUZIONE

La componente della concentrazioni indoor complessiva nelle case italiane, relativa ai materiali da costruzione, e’ piu’ rilevante che in altre nazioni. In molte regioni infatti costruire in tufo e’ una prassi secolare motivata da indubbi vantaggi di coibentazione. Senza le necessarie accortezze pero’ il tufo puo’ rappresentare una componente consistente dell’inquinamento da Radon.

Pietra Ornamentale Tipo Prov Ra-226
Bq/Kg Th-232
Bq/Kg K-40
Bq/Kg
Monte Bianco Gneiss Ao 166 86 832
Pietra Di Luserna Gneiss Cn 125 114 1276
Rosa Baveno Granito No 65 63 1100
Sienite Della Balma Sienite Vc 375 339 1390
Sienite Grigia A Grana Fine Sienite Vc 364 256 1264
Granito Rosato Sienite Vc 239 189 1206
Granito Bianco Sienite Vc 269 173 1181
Ardesia Ardesia Ge 46 47 924
Tonalite Gneiss So 30 26 498
Porfido Di Albiano Porfido Tn 51 71 1476
Porfido Porfido Bs 39 54 1164
Nuvolera Marmo Bs 2 Bianco Carrara Marmo Ms 3.9 Peperino Grigio Peperino Vt 121 160 1340
Basaltina Basalto Vt 498 712 2354
Travertino Travertino Rm O.5 <0 .2="" br="">tratto da “Il Radon nella Casa - di U. Facchini, Gianluigi Valli, R. Vecchi - Ist. di Fisica Gen. Applicata - Universita' di Milano - Maggio 1991

Anche su tale aspetto dell’edilizia esiste una direttiva UE, la 106/89, che prevede controlli sui materiali da costruzione e che a distanza di oltre 20 anni dalla promulgazione e’ totalmente disattesa. A titolo di esempio si riportano i dati delle concentrazione di Radionuclidi in alcune Pietre Ornamentali Italiane


RADON E ACQUA

L' esposizione causata dal radon presente nell'acqua è un fenomeno per lo più analogo a quello del radon nelle abitazioni. Pertanto occorre applicare criteri radiologici di protezione analoghi. Considerando sia l'ingerimento che l'inalazione, la dose efficace annuale connessa a un'acqua contenente 1000 Bq/l di radon, secondo le conoscenze attuali, è del tutto paragonabile a quella causata da una concentrazione di radon in aria in ambiente chiuso pari a 200 Bq/m3 che rappresenta il livello di progettazione definito nella Raccomandazione 90/143/Euratom.
La Raccomandazione 928/01 della Comunita' Europea suggerisce quindi che le acque destinate a consumo umano siano caratterizzate preferibilmente da concentrazioni minori di 100 Bq/litro e che non superino i 1000 Bq/litro.
La nostra Societa' e' attrezzata per misure in acqua con apparecchiature sia mobili, per indagini in campo, che fisse per rilievi su campioni spediti in laboratorio.

COSA FARE SE SI PENSA DI ACQUISTARE O VENDERE UNA ABITAZIONE

A) SE LA ABITAZIONE E' GIA' STATA CONTROLLATA PER L'INQUINAMENTO DA RADON.
Se stai pensando di acquistare o vendere la tua abitazione chiedi o fornisci il tuo certificato di analisi Radon. Verifica che il certificato di analisi risponde ai requisiti di qualita' previsti per la certificazione. Si puo' richiedere un nuovo controllo specialmente se:
Il certificato non risponde ai requisiti di controllo qualita';
La abitazione e' stata modificata dopo il test;
Si prevede di utilizzare come abitazione residenziale anche i piani bassi;
B) SE LA ABITAZIONE NON E' GIA STATA CONTROLLATA
Fai il test appena possibile e comunque prima di venderla/acquistarla.
Dovrebbero essere controllati specialmente i piani bassi adibiti ad abitazione residenziale.


MITI E FATTI

IL TEST PER LA DETERMINAZIONE DEL RADON E' COSTOSO E DIFFICOLTOSO.
Cio' e' completamente falso. Il test costa poco ed e' eseguibile direttamente da chiunque con i rivelatori passivi.

IL RADON COLPISCE SOLO ALCUNI TIPI DI ABITAZIONI.
Falso. Il Radon puo' essere presente in tutti i tipi di abitazioni stratificandosi in piu' livelli a seconda delle correnti d'aria.

LE ABITAZIONI CON PROBLEMI DI RADON NON POSSONO ESSERE BONIFICATE.
Falso. Tutte le abitazioni con problemi di Radon possono essere bonificate utilizzando tecniche e materiali idonei.

venerdì 28 agosto 2009

IL GAS RADON

a cura di Prof. Geol. Massimo Moroni - Consulente Ambientale

Download: "Guida al Radon nelle abitazioni"

Premessa
Il Radon e' un gas radioattivo incolore estremamente volatile prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio 232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Nella tabella seguente e' riportata la sequenza del decadimento del nuclide piu' abbondante in natura e cioe' l'Uranio 238 responsabile della produzione dell'isotopo Radon 222. Il thorio 232 e l'uranio 235 producono invece rispettivamente il Rn 220 e Rn 219.

Il Radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolar modo da Lave, tufi, pozzolane, alcuni graniti etc. Sebbene sia lecito immaginare che le concentrazioni di Radon siano maggiori nei materiali di origine vulcanica spesso si riscontrano elevati tenori di radionuclidi anche nelle rocce sedimentarie come marmi, marne, flysh etc. Come gas disciolto viene veicolato anche a grandi distanze dal luogo di formazione puo' essere presente nelle falde acquifere. Infine e' nota la sua presenza in alcuni materiali da costruzione.La via che generalmente percorre per giungere all'interno delle abitazioni e' quella che passa attraverso fessure e piccoli fori delle cantine e nei piani seminterrati. L'interazione tra edificio e sito, l'uso di particolari materiali da costruzione, le tipologie edilizie sono pertanto gli elementi piu' rilevanti ai fini della valutazione dell'influenza del Radon sulla qualita' dell'aria interna delle abitazioni ed edifici in genere.Alcuni studi nell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. I risultati di tali studi supportano l'opinione che, in alcune regioni europee, il radon può essere la seconda causa in ordine di importanza, di cancro ai polmoni.Abbiamo i mezzi e le conoscenze per contrastare il pericolo ambientale che l'Organizzazione mondiale della Sanita' attraverso l'IARC ha inserito nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni conosciuti. Le autorità locali possono e devono ricoprire un ruolo essenziale. Noi possiamo indicare tre approcci fondamentali:
  1. approfondire la comprensione della situazione del luogo riguardo i rischi legati alla presenza di radon;
  2. fornire informazioni alla popolazione;
  3. aiutare a realizzare soluzioni al problema del radon non appena esso sia stato identificato.
COS'È IL RADON?
Come gia' detto, il radon si forma in seguito alla disintegrazione dell'uranio, e la sua disintegrazione, a sua volta, dà luogo ad altri elementi radioattivi e infine al piombo, non radioattivo. In termini di classificazione chimica, il radon è uno dei gas rari, come neon, kripton e xeno. Il radon non reagisce con altri elementi chimici. Esso è il più pesante dei gas conosciuti (densità 9.72 g/l a 0°C, 8 volte più denso dell'aria).Il radon diffonde nell'aria dal suolo e, a volte, dall'acqua (nella quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito dalle correnti d'aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un'abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni.
BREVE STORIA DEL RADON.
Gli elementi radioattivi naturali sono stati presenti sulla terra dalla sua origine. Gli elementi a vita più breve sono gradualmente scomparsi. Gli elementi radioattivi a vita lunga che sono presenti nel nostro ambiente includono l'uranio, che dà origine al radon. La radioattività non fu scoperta che nel 1898,quando Marie Curie portò avanti le ricerche sul radon . Una parte considerevole del lavoro fu poi compiuta sulla radioattività naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scoprì che i sali di radio producevano un gas radioattivo, il radon. In precedente, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato l'alta mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere d'argento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania). L'incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come "malattia di Schneeberg", aumentò nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, quando l'attività nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensificò. Questa malattia fu riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879.Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono un'alta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata l'ipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni. Questa ipotesi fu rafforzata da più accurate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg e in altre, in particolare quelle di Jachymov in Boemia, da dove provenivano i minerali usati da Marie Curie. Nondimeno, questi dati non bastarono a convincere tutti, e alcuni scienziati ancora attribuiscono questi tumori ai polmoni ad altri fattori.L'attività nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940, ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950.Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale carcinogenità del radon per i polmoni delle specie testate. Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla metà degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sull'uomo.Nel 1967 il Congresso Federale per la Ricerca degli Stati Uniti ha proposto delle raccomandazioni per controllare i rischi correlati alle radiazioni in miniera.Nonostante non ci fossero più dubbi sulla realtà del pericolo ( l'Organizzazione Mondiale per la Salute confermò ciò nel 1988), fu ancora necessario quantificare il rischio in termini di intensità di esposizione, per definire appropriati livelli di protezione. A tal fine, numerosi rilevamenti epidemiologici sono stati effettuati negli anni '80 in varie nazioni, non solo tra lavoratori di miniere di uranio, ma anche di stagno e di ferro. Tali rilevamenti portarono a conclusioni convergenti. Tuttavia, alcune questioni (quali la rispettiva influenza della durata e dell'intensità dell'esposizione, l'influenza dell'età e precise quantificazioni del rischio), non sono ancora state risolte e richiedono ulteriori studi.Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno, misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956 (in Svezia). L'alto livello di radon rilevato in alcune case riscosse poco interesse in campo internazionale, perché il problema fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono che l'esposizione era generale e si potevano raggiungere livelli molto alti, comparabili a quelli delle miniere.La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) sottolineò la vastità del problema per la salute pubblica e formulò specifiche raccomandazioni sulla pubblicazione numero 65 del 1993.L'ipotesi di un legame tra alte concentrazioni di radon e cancro ai polmoni fu messa in primo piano molto presto nel ventesimo secolo. La dimostrazione scientifica di questo legame è molto recente ma definitiva. Soltanto negli ultimi 10 anno abbiamo potuto affermare che il radon può essere alla base dei più grandi problemi di salute pubblica. Le autorità locali, sostenute dalle autorità responsabili della salute pubblica, devono valutare l'entità del problema alla luce dell'architettura locale e delle condizioni geologiche e aiutare a realizzare misure preventive per ridurre il rischio.
RADIOATTIVITÀ NATURALE E ARTIFICIALE.Per provvedere a una migliore valutazione del livello di pericolosità del radon, è utile confrontare l'esposizione dell'uomo alla radioattività dovuta al radon con quella di diversa origine. In generale si puo' affermare che il radon costituisce la maggiore causa di esposizione alle radiazioni.Radioattività naturaleLa radioattività naturale ha una duplice origine: nello spazio, dal quale riceviamo la radiazione cosmica, e nella crosta terrestre, che contiene gli elementi radioattivi primordiali che sono contemporanei alla formazione della terra, compresi quelli che danno origine al radon.I raggi cosmici e gli elementi radioattivi della crosta terrestre sono la causa di due tipi di esposizione: Interna, tramite l'entrata nel corpo umano di elementi radioattivi, ed esterna, dall'irradiazione.L'intensità della radiazione cosmica varia con l'altitudine: Le popolazioni che vivono in regioni montane possono ricevere dosi da due a tre volte maggiori di quelle ricevute al livello del mare. Anche i viaggi aerei espongono i passeggeri alle radiazioni cosmiche. Tuttavia, la radiazione cosmica contribuisce ben poco all'esposizione interna.L'esposizione esterna dovuta agli elementi radioattivi terrestri dipende dalla loro concentrazione nel suolo e quindi varia con la posizione geografica.Bisognerebbe notare che in una data regione, l'esposizione all'interno degli edifici è relativamente indipendente dal livello prevalente di radiazione all'esterno, nella misura in cui il materiale da costruzione agisce come uno schermo (anche se gli stessi materiali da costruzione possono essere sorgente di radiazione).L'esposizione interna è dovuta principalmente all'inalazione e all'ingestione. Così come la concentrazione dei vari elementi radioattivi naturali, differisce largamente tra diverse zone, anche l'esposizione interna varia (con alcune eccezioni). Un fattore addizionale in queste variazioni è la diversità della dieta. Per quanto riguarda l'inalazione, il radon e i prodotti del suo decadimento sono gli elementi di gran lunga più importanti.Radioattività artificialeLa radioattività artificiale ha diverse origini. La più importante è l'irradiazione medica a fini diagnostici e la radioterapia. Il suo contributo all'irradiazione totale può variare di molto, essendo dipendente delle pratiche mediche seguite in ogni Paese.
La quantità di radioattività associata ad ogni tipo di materiale o ambiente è misurata in bequerels (Bq). 1Bq corrisponde a una disintegrazione al secondo. Una concentrazione di 100 Bq/m3 significa quindi che 100 atomi si disintegrano ogni secondo in 1 m3 di materiale o ambiente in questione.
LE VIE DELL'ESPOSIZIONE AL RADON
Poiché la concentrazione del radon all'aria aperta è bassa e in media le persone in Europa trascorrono la maggior parte del loro tempo in casa, il rischi per la salute pubblica dovuto al radon è essenzialmente correlato all'esposizione a questo gas all'interno delle abitazioni.Parecchi suoli contengono naturalmente quantità variabili di uranio, che regola la quantità di radon rilasciata. Il radon diffonde attraverso i pori e le spaccature del suolo, trasportato dall'aria o dall'acqua (nella quale è solubile). Dato un certo contenuto di radon nel suolo, la quantità di gas rilasciata varia in dipendenza della permeabilità del suolo (densità, porosità, granulometria), del suo stato (secco, impregnato d'acqua, gelato o coperto di neve) e dalle condizioni meteorologiche (temperature del suolo e dell'aria, pressione barometrica, velocità e direzione del vento). In più, la concentrazione di radon decresce rapidamente con l'altitudine.L'acqua sotterranea, i gas naturali, il carbone e gli oceani sono altre fonti minori di radiazioni.E' quindi chiaro che il radon è universalmente presente, ma la velocità di emissione varia significativamente nel tempo, anche per uno stesso luogo.A livello regionale o locale, indipendentemente dalle condizioni prevalenti in un dato periodo, il fattore che più influenza il rilascio di radon (vedi figura) è la geologia ( p.e. il contenuto di uranio delle rocce). In parole povere è più facile che contengano radon i terreni granitici e vulcanici, così come le argille contenenti alluminio. Ci sono eccezioni a ciò, tuttavia: si possono trovare miniere di uranio in terreni sedimentari, o radon in suoli calcarei. La maggior parte del radon presente in una casa proviene dal suolo sul quale essa è costruita. Se il basamento ha un pavimento di fango, il radon può penetrare facilmente. Se il pavimento è di cemento, il radon penetra attraverso le spaccature che si formano con il tempo, lungo le tubature o attraverso le giunture tra i muri.Il radon può ance provenire - in misura minore - dai muri, se essi sono stati edificati utilizzando materiali radioattivi (tufi vulcanici, per esempio) o dai rubinetti, se l'acqua contiene del radon disciolto.Il radon emesso all'interno di una casa tende a restare lì. Se non si prendono misure speciali, la pressione all'interno di una casa è leggermente più bassa che all'esterno. L'aria interna tende a stagnare piuttosto che a rinnovarsi. Si può facilmente confermare questo in inverno ponendo la mano vicino allo stipite di una finestra: una corrente di aria fresca, più o meno intensa secondo la larghezza della fessura, si può chiaramente percepire all'interno della casa, ma non all'esterno.Per un dato terreno, e indipendentemente dal tempo, la concentrazione finale di radon in una casa è quindi dipendente dal tipo di costruzione. Dipende anche, in larga misura, dalla ventilazione, sia passiva (cattivo isolamento) che attiva (aprire le finestre a intervalli lunghi o brevi, per esempio).Il ruolo ricoperto dalle condizioni meteorologiche (vento, pressione barometrica, umidità) spiega non solo le variazioni stagionali della concentrazione di radon in una data casa, ma anche le differenze osservate tra i livelli diurni e notturni.
MISURE DELLE CONCENTRAZIONI DOMESTICHE DI RADON IN EUROPA.
Il rischio correlato alla presenza di radon ha causato un aumento del lavoro dei ricercatori, degli esperti e dei responsabili della salute pubblica. Per valutare l'entità del problema, sono state effettuate misure di livelli di radon nelle case in quasi tutti i Paesi europei negli ultimi 10 anni. E' stato rilevato che un basso livello medio nazionale non esclude l'esistenza di aree limitate ad alta concentrazione di radon. In molti casi la Commissione Europea ha appoggiato la realizzazione di queste campagne.La Comunita' Europea infatti, con la Raccomandazione n. 143 del 21 febbraio 1990 ha stabilito criteri per la protezione del pubblico contro l'esposizione indoor al Radon. La direttiva CEE 106/89 si puo' inoltre considerare una norma quadro per la regolamentazione dell'impiego dei materiali edilizi permanentemente incorporati in opere di costruzione.In ambito Nazionale l'ENEA ha svolto una serie di ricerche in alcune zone di Roma e dell'Alto Lazio che evidenziano una presenza di Radon molto variabile tra i 100 e 400 Bq/m3 (Bequerel al metro cubo) con punte di 1000 ed oltre Bq/m3 contro una media nazionale di circa 80 Bq/m3.Considerato che una dose di 50 Bq/m3 corrisponde ad una dose di radiazioni circa tre volte maggiore a quella che mediamente si riceve nel corso della propria vita per lo svolgimento di indagini mediche, si puo' ben comprendere come tale prodotto di decadimento costituisca un vero pericolo per l'uomo.
I RISCHI POSTI DAL RADON.
Sia gli studi sull'uomo (studi epidemiologici) che quelli sugli animali (studi sperimentali) hanno approdato a una conclusione evidente: il rischio posto dal radon è quello di cancro ai polmoni.Studi sui minatoriLo sviluppo dell'industria delle armi e dell'energia nucleare dopo la Seconda Guerra Mondiale ha fatto sì che molti Paesi cominciassero l'estrazione mineraria dell'uranio, con il risultato che molti lavoratori fossero esposti al radon. Anche i lavoratori di altri tipi di miniere (miniere di ferro in Svezia o di stagno in Cina) sono stati esposti largamente al radon quando si trovavano ad operare in strati geologici ricchi in uranio. Sono stati realizzati numerosi studi sullo stato di salute di questi lavoratori, tenendo conto della loro esposizione al radon per vari decenni.Sono state raggiunte conclusioni convergenti: il radon senza dubbio aumenta il rischio di tumore ai polmoni nei minatori. Inoltre, misurando i livelli di esposizione raggiunti da questi lavoratori, è stato possibile stimare in che misura il rischio di tumore ai polmoni aumenta con l'esposizione. Anche qui i vari studi approdarono a risultati molto simili.Gli studi sui minatori coprono dichiaratamente una fascia particolare di popolazione, quella degli uomini che in età adulta sono stati esposti per periodi relativamente brevi (p.e. 40 ore a settimana) e per un numero limitato di anni. In più, i minatori sono esposti ad altri fattori che possono ricoprire un ruolo nell'incidenza di tumore ai polmoni, poiché essi, per definizione, lavorano in un'atmosfera carica di polveri. Inoltre i minatori studiati erano frequentemente fumatori, e il rischio di cancro ai polmoni legato al fumo è ben conosciuto.Al contrario, i membri della popolazione (entrambi i sessi e tutte le età) sono continuamente esposti al radon. In media, fumano meno e respirano aria più pura. Queste differenze giustificano lo studio dei rischi collegati alla presenza di radon nelle case. In effetti, il grado e l'urgenza delle misure preventive che devono essere prese dipendono dalla grandezza del rischio che un determinato livello di esposizione implica (tenendo conto dell'età, del sesso e di altri fattori). Tali studi sono in corso in molti Paesi. (Sono particolarmente complessi, e ciò spiega i risultati a volte contraddittori. In capo a pochi anni disporremo di una quantità di nuovi risultati che offriranno una risposta alle domande ancora aperte.)E' stato largamente dimostrato che il fumo del tabacco è responsabile della gran parte dei tumori ai polmoni negli uomini e nelle donne. Studi sugli effetti combinati dell'esposizione al radon e al fumo delle sigarette mostrano che l'effetto totale di tali esposizioni è molto maggiore della somma dei due effetti. In altre parole il fumo aumenta considerevolmente il rischio di tumore ai polmoni correlato al radon, e viceversa. In più, il radon da solo è la seconda causa di cancro al polmone dopo il tabacco.
UN SERIO PROBLEMA PER LA SALUTE PUBBLICA.
In un Paese come la Francia, dove la concentrazione media di radon è a un livello intermedio rispetto agli altri Paesi europei, Si stima che il 10% dei decessi per cancro ai polmoni sia dovuto al radon. In fatti, in dipendenza dalle assunzioni fatte e dai metodi di calcolo usati, tra 1000 e 6000 decessi ogni anno potrebbero essere attribuibili all'esposizione al radon in Francia. Le autorità britanniche, dal canto loro, stimano che ogni anno circa 2000 decessi per cancro ai polmoni sono dovuta al radon nel Regno Unito, dove la concentrazione media di radon è inferiore ma il tumore ai polmoni è più frequente.Non possiamo quindi tentare di dissipare questi dubbi, ma ci sono strade relativamente semplici ed economiche per ridurre di molto la concentrazione di radon nelle case e ridurre il rischio.
PREVENZIONE.
Prima di costruire un edificio, bisogna tener conto del rischio legato al radon. Le regole principali possono essere nazionali, regionali o locali. Devono essere fatte rispettare. Per vecchie case, si può prendere un insieme di misure correttiva di varia semplicità e costo, in dipendenza della concentrazione di radon in una particolare casa. Queste misure sono descritte in dettaglio tra i dati tecnici annessi.Le concentrazioni di radon che devono essere raggiunte tramite misure correttive o preventive possono differire, secondo se un edificio esiste già o è in fase di progetto. Ci sono "valori raccomandati", "valori guida" o "livelli d'azione", che variano da un Paese all'altro.Le stesse regolamentazioni possono essere applicate a edifici non abitati permanentemente (posti di lavoro e scuole), tranne che per il fatto che i livelli di azione devono essere valutati in termini di tempo massimo di occupazione. Si stima che la cittadinanza europea in media trascorra 19.2 ore al giorno (l'80% del suo tempo) all'interno! E' dunque legittimo interrogarsi riguardo l'opportunità di applicare le stesse regole agli ambienti nei quali le persone trascorrono non più di alcune ore ogni giorno.In pratica, la Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica consiglia di applicare identici livelli di azione alle case e agli edifici pubblici dove la gente trascorre un tempo apprezzabile (scuole, ospedali, centri residenziali). D'altra parte, quando il tempo trascorso dalla gente in un luogo è limitato, come in uffici, librerie e teatri, non sono richiesti particolari provvedimenti.
METODO DI INDAGINE
Il monitoraggio in ambienti confinati o esterni del RADON si effettua con l'ausilio di un dispositivo specifico per questo gas. Tale dispositivo portatile puo' essere facilmente installato negli ambienti da monitorare e registra il valore instantaneo o nel tempo della concentrazione.Chiunque abiti in una zona presumibilmente a rischio dovrebbe effettuare una verifica della concentrazione di Radon nell'ambiente domestico.Negli Stati Uniti le abitazioni con un tenore di Radon superiore a 4 PCi/l sono praticamente invendibili. Le Agenzie Immobiliari inoltre, prima di accettare l'incarico di vendere un immobile, eseguono o fanno eseguire una indagine accurata certificando successivamente in sede di rogito, la salubrita' del sito.Dal momento che elevate concentrazioni di Radon sono particolarmente dannose per i bambini sarebbe auspicabile che anche nel nostro paese, le scuole di ogni ordine, ma in particolare le materne, elementari e medie, fossero monitorate come gia' accade in altri paesi.La conoscenza della distribuzione di Radon nei gas del suolo consente la predisposizione di vere e proprie mappe di rischio. Tali mappe sono state elaborate per esempio in Svezia e di fatto sono state inserite nel contesto della pianificazione Urbanistica del Territorio.In particolare le aree piu' a rischio sono prevalentemente quelle di origine Vulcanica con profonde faglie tettoniche (come ad esempio l'area dei Castelli Romani) e falde acquifere a servizio di uno o piu' Comuni e quindi di grande rilevanza sulla sanita' pubblica in caso di contaminazione.
RACCOMANDAZIONI
Si può procedere in maniera ordinata, evitando di allarmare la popolazione non fornendo vie pratiche per risolvere il problema. Il primo passo è quindi la stima della serietà del problema, e l'incoraggiamento ad altri a fare ciò.L'iniziativa può essere a livello nazionale, locale o individuale. In tutti i casi la cittadinanza deve essere informata.
Raccomandazione 1
Valutazione dell' esposizioneStudi cartografici nazionali o regionali possono fornire dati utilizzabili a livello locale. Tuttavia, in alcuni casi, questi dati possono essere inesistenti o inadeguati. Soltanto un gruppo di specialisti può decidere se sono necessarie ulteriori misure per ricavare statisticamente conclusioni valide a livello locale. Le autorità per la salute locale o gli istituti nazionali di ricerca hanno tali gruppi di specialisti disponibili.In una stessa località, la situazione può variare considerevolmente da un edificio a un altro. Nelle aree valutate a rischio geologico, può essere necessario effettuare misure nelle singole case. E' compito delle autorità locali incoraggiare i privati a provvedere nelle loro case, fornendo loro gli indirizzi delle compagnie specializzate.
Raccomandazione 2
Prevenzione e correzioneE' spesso più economico analizzare i problemi che il radon può porre prima di costruire un edificio. Le precauzioni da prendere varieranno, secondo la natura del suolo e del sottosuolo. Ogni autorità locale dovrebbe avere una lista di esperti da consultare prima di iniziare i lavori di costruzione.Quando si rileva una alta concentrazione di radon in un edificio già esistente, le sue vie di accesso devono essere identificate ed eliminate. Il ruolo dell'autorità locale in questo caso è:
tenere una lista di individui qualificati ad identificare i punti di entrata del radon nelle case e compiere i lavori necessari;
incoraggiare i privati ad effettuare i lavori necessari;
analizzare e, se necessario, ridurre le concentrazioni di radon negli edifici di cui è responsabile.
Raccomandazione 3
InformazioneSe gli studi mostrano un rischio collegato al radon inusualmente elevato, la cittadinanza deve esserne informata. Bisogna ricordare che il rischio, anche in una casa in cui la concentrazione sia particolarmente elevata, è funzione del tempo di esposizione. In altre parole, gli abitanti di tale casa devono essere avvisati dei rischi che corrono, ma non è necessario che la casa sia evacuata immediatamente: il rischio consiste nella grandezza della dose complessiva ricevuta in un lungo periodo. Bisogna dare il giusto impulso, con l'aiuto di specialisti, perché la gente entri in azione, senza causare ingiustificati allarmismi.

I rilevatori di gas Radon.